Il 16 ottobre ricorrono i 164 anni dalla nascita di Oscar Wilde.
Anche noi di APP al Cinema, vogliamo ricordare e tributare omaggio alla figura di raffinato esteta e finissimo autore che Wilde rappresentò per le arti e la letteratura di ogni tempo imprimendovi, con ecclettica eccentricità, un segno indelebile. Famosi e spesso citati sono i suoi Aforismi e Paradossi di questo uomo controcorrente e straordinariamente moderno poeta, saggista, scrittore, drammaturgo e giornalista irlandese.

Cosa ha reso così importante Oscar Wilde? E perché lo è ancora oggi? Per scoprirlo, dobbiamo scavare un po’ nella sua vita. Perché è ciò che ha vissuto in prima persona che ci può far meglio comprendere la sua personalità complessa ed ecclettica caratterizzata da un’intelligenza vivace e profonda.

Oscar Wilde nacque il 16 ottobre 1854 a Dublino da Ser William Wilde, uno dei più importanti medici del suo tempo e dalla poetessa Jane Francesca Elgee con la quale ebbe sempre uno stretto legame.

Dopo la prima educazione ricevuta fra le mura domestiche dal 1864 al 1871 studiò alla Portora Royal School, nel periodo successivo frequentò il Trinity College e, in virtù della sua passione per i classici greci e le materie umanistiche, vinse diverse premi e borse di studio.

Durante e dopo gli studi intraprese diversi viaggi e compose le sue prime opere.
Nel 1875 intraprese assieme al suo tutore un viaggio in Italia e in Grecia. Dopo nuove trasferte e alterne vicende iniziò una collaborazione con la Pall Mall Gazzette dove gestì in forma anonima la rubrica Poet’s Corner.

Successivamente, assieme alla madre, aprì un salotto culturale che acquisì grande fama in tutto il Paese, punto di riferimento per gli intellettuali di quegli anni. Nel 1881 pubblicò la raccolta Poems che non ebbe molta fortuna.

La sua fama, tuttavia, valicò l’Atlantico e raggiunse gli Stati Uniti e l’impresario teatrale Richard D’Oyly invitò Wilde a tenere una serie di conferenze attraverso il Paese per far conoscere ai suoi connazionali gli esteti europei. Il ciclo di lezioni fu però un clamoroso insuccesso anche perché marcato da problemi di ogni sorta.

La sua attività di scrittore tuttavia proseguì: nel 1888 pubblicò Il principe felice e altri racconti, una raccolta di fiabe che aveva scritto per i suoi figli. Diede poi alle stampe un’altra delle sue opere più famose Il fantasma di CantervilleDel 1890 invece, Il ritratto di Dorian Gray che, all’epoca, riscosse poco successo.

Oscar Wilde tornò quindi a Parigi dove fu ben accolto nei salotti letterari e fece numerosi incontri con intellettuali di spicco fra i quali Emile Zola, Andre Gide, Marcel Proust.

Rientrò a Londra dove venne data in teatro Lady Windermere e successivamente la famosissima e complessa opera drammatica Salomé che suscitò un vero vespaio di polemiche per le tematiche trattate. Altra sua opera teatrale importante è L’importanza di chiamarsi Ernest.

In questi anni Wilde fu coinvolto in vari scandali e ostracizzato per la sua omosessualità; questo condusse ad un processo che si concluse con la condanna e l’internamento dello scrittore nel famigerato carcere di Reding Goal nel quale egli compose La ballata di Reding Goal e dal quale uscì fisicamente devastato per le durissime condizioni di vita. Distrutto, morì il 31 gennaio 1900 a Queensbery.

C’è un regista che ha preso a cuore il lavoro divino di Oscar Wilde, ed è Oliver Parker. Ecco tre suoi film che ruotano attorno alla figura di Wilde e che non potete perdervi.

Un marito ideale (1999)
Con Rupert Everett questo film, basato sulla commedia di Oscar Wilde, è uscito nel 1999 per la regia di Oliver Parker e racconta di Sir Robert Chiltern è un politico in grande ascesa con un brillante futuro davanti. È anche un perfetto gentiluomo e un marito adorabile per la moglie, la bella lady Chilten. Il clima ideale è interrotto dall’arrivo della signora Cheveley, donna temuta in tutti i salotti, che vorrebbe conquistare i favori di sir Robert minacciando di rivelare alcuni oscuri e pericolosi segreti della sua vita passata. All’improvviso Robert si sente accerchiato e cade nella paura. Di fronte alla possibilità di vedere rovinate famiglia e carriera, Robert si rivolge all’amico lord Arthur Goring, donnaiolo e scapolo convinto. Arthur cerca col fascino e l’eleganza dei propri modi di rendere più chiara la situazione, che invece si ingarbuglia ulteriormente.

L’importanza di chiamarsi Ernest (2002)
Oliver Parker dopo aver portato Ruper Everett sul grande schermo con Un marito ideale, realizza un altro film nel 2002 sempre basato sui capolavori di Oscar Wilde e sempre con l’attore nei panni del protagonista. Jack Worthing è un giovane gentiluomo che vive nell’Inghilterra della fine dell’800. Adottato da un ricco signore che lo ha trovato in una borsa a Victoria Station è l’irreprensibile tutore della nipote del suo benefattore. In realtà, per distrarsi, si è inventato un fratello scapestrasto di nome Ernest e va spesso a Londra per tirarlo fuori dai guai. Tutto va bene fino a quando Jack s’innamora di una ragazza dell’alta società, Gwendolen Fairfax, che ha deciso di sposare un ragazzo di nome Ernest mentre sua madre ha idee ben diverse sul suo futuro.

Dorian Grey (2009)
Il romanzo forse più famoso di Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Grey, diventa nel 2009 film horror attraverso l’occhio di Parker. Il bellissimo Dorian Gray (Ben Barnes) arriva nella Londra Vittoriana dove, ancora giovane e ingenuo, si lascia trascinare nel vortice della vita sociale dal carismatico Henry Wotton (Colin Firth), che introduce Dorian ai piaceri edonistici della città. L’amico di Henry, l’artista Basil Hallward (Ben Chaplin), dipinge un ritratto di Dorian che cattura appieno tutta la sua bellezza giovanile. Nel momento esatto in cui tolgono il velo che ricopre il ritratto, Dorian compie un futile giuramento: è pronto a sacrificare qualsiasi cosa pur di rimanere così come appare nel ritratto… perfino la sua anima. Incoraggiato da Henry, Dorian si lascia trascinare nelle avventure più sfrenate. Ma mentre Dorian continua ad apparire innocente e bellissimo come sempre, il suo ritratto, che ora è chiuso a chiave in soffitta, ad ogni atto malvagio da lui commesso, diventa via via più orripilante e mostruoso. Sembra quasi che Dorian possa concedersi qualsiasi desiderio proibito senza dover subire alcuna conseguenza.