Dalla carta…
Opera dello scrittore Roberto Saviano e pubblicato nel 2016, il romanzo, pur essendo frutto di fantasia, inserisce le vicende narrate nel quadro, drammaticamente reale, della camorra napoletana.
I protagonisti sono dieci ragazzi che, provenienti dai quartieri di Forcella e Ponticelli, sotto la guida di Nicolas Fiorillo, detto O maraja, si fanno strada nel sordido mondo della camorra.

Nel gergo camorristico la paranza è un gruppo armato ma, con sottile e tragica analogia, Saviano paragona la banda dei ragazzini a quei piccoli pesci non ancora maturi che, attirati e al medesimo tempo accecati dalla luce, salgono alla superficie rimanendo ineluttabilmente impigliati nelle reti tese in mare dai pescatori.

Allo stesso modo la parte più disagiata e svantaggiata della gioventù dei bassifondi è attirata dalla possibilità di facile guadagno e resa cieca dall’ambizione e dal desiderio di una rapida ascesa sociale.
Segue così la via del crimine pur essendo consapevole d’inoltrarsi in un cunicolo buio in fondo al quale vi può essere soltanto la morte.

L’autore ci offre un drammatico e complesso affresco aprendo uno squarcio su di una realtà tremenda e ai più, purtroppo, sconosciuta.

… alla pellicola
Il 13 febbraio è uscita nelle sale La paranza dei bambini.
Il compito non facile di portare sul grande schermo il romanzo di Roberto Saviano è spettato al regista Claudio Genovesi (La casa delle nuvole, Alì ha gli occhi azzurri).

La pellicola, presentata anche al Festival di Berlino 2019, è interpretata da Renato Carpentieri (Porte aperte, il Portaborse) e da Aniello Arena (Fiore, Dogman) ai quali si affiancano altri interpreti non professionisti come già in altre opere ispirate ai romanzi dello scrittore napoletano.

Il film narra le vicende di un gruppo di ragazzi del rione Sanità che vive in precario equilibrio sul tenue filo che separa il bene dal male e che imbocca la strada della criminalità.

La banda vuole ottenere agevolmente potere e denaro così da poter godere dello stile di vita che ammira nelle persone delle classi agiate finendo invece catturato nella vertigine di un mondo perverso che li condurrà alla morte.

Come le altre pellicole ispirate ai romanzi di Saviano anche questa, diretta da una regia esperta e di pregio che spesso ha affrontato le tematiche della più dura attualità, lascia sicuramente un segno profondo in questo nostro tempo tormentato e complesso e costituisce per lo spettatore un arricchimento personale ma soprattutto un momento di profonda riflessione.
Per questo motivo il nostro consiglio è: non perdetela!